Un gourmet che pensa alle calorie è come una puttana che guarda l'orologio [James Beard]
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Lettera tratta da Repubblica del 19 settembre 2009
Franco Ziliani nel suo blog ha scritto quasi tutto su questo resort, io riprendo l’argomento, solo per aggiungere qualche particolare preso qua e la per la rete.
La foto sopra è una ripresa dall’alto del Boscareto Resort & SPA di Serralunga d’Alba (Cn).


Le altre foto riprendono i lavori di costruzione, quando, l’allora (ora non più) sindaco di Serralunga, Luis Cabases “arringava i detrattori dell’intervento, accusandoli di fare “processi alle intenzioni” invitandoli, per dare un giudizio definitivo, ad attendere la fine dei lavori edilizi e la sistemazione ambientale del sito”[link]. Luciano Scarzello, giornalista di Bra, scrisse proprio su Vino al Vino, che, vedere il progetto in anteprima non era possibile: “Alla richiesta di vedere il progetto di uno di questi la risposta dell’architetto Roberto Della Rossa di Bra, è stata : “Non è possibile, i committenti non mi autorizzano a farlo”.
Su LaStampa si può leggere: “A chi storce il naso di fronte a una struttura non proprio invisibile, Valentina risponde con una semplice constatazione: «In questi giorni, sono arrivati tanti clienti stranieri habitue' delle Langhe. E ci hanno detto: " Passando, osservavamo il cantiere e non vedevamo l'ora che fosse finito per poter finalmente provare l'albergo"». E che risposta è? Valentina è Valentina Dogliani, proprietaria del resort.
Concludo riportando i nomi degli architetti, direttamente da una brochure “ufficiale” : Il Boscareto Resort & Spa, 1300 mq di vetrate sulle Langhe, è il gioiello di un territorio unico al mondo. Esso sorge sull’omonima collina di Serralunga d’Alba, costruito nella perfetta geometria dei vigneti di Moscato e di Nebbiolo da Barolo e incorniciato da eleganti cipressi (l’albero dell’accoglienza fin dal tempo dei Romani) scelti dall’architetto del verde, Paolo Peirone.
In lontananza i contorni magici delle Alpi, sullo sfondo il profilo nobile del Castello di Serralunga d’Alba; siamo ad una dozzina di minuti d’auto dalla città di Alba con le sue torri medioevali e la famosa Fiera del Tartufo.
L’idea di un hotel a 5 stelle nelle Langhe viene pazientemente coltivata per quasi tre anni dalla famiglia Dogliani, proprietaria in loco dell’azienda Batasiolo di
Chiamati a creare un luogo di vacanza per una clientela internazionale, l’architetto-designer Pietro Masson, in collaborazione con l’architetto Roberto Dellarossa, hanno dato vita ad un progetto che si svela in una straordinaria serie di realizzazioni, dove ogni minimo particolare assume un’importanza fondamentale.
" Vedrete di che pasta sono fatto"

Kebab vietati in centro. Lo ha deciso il comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, con una delibera di giunta. Nero su bianco, l’amministrazione guidata dalla Lega bandisce “kebaberie e simili” ma non altri esercizi pubblici. I 30mila turisti che ogni mese visitano il villaggio operaio di Crespi d’Adda, gioiello di archeologia industriale, patrimonio dell’Unesco, a due passi dal salotto cittadino, dovranno fare a meno del gustoso spuntino made in Africa. Dal Comune si difendono: “Decisione di carattere urbanistico, non vogliamo discriminare nessuno”. Ma l’opposizione è sul piede di guerra.
DOCUMENTO La delibera (.pdf)
Provvedimenti simili erano già stati adottati a Bergamo e Lucca, ma in quel caso l’ordinanza colpiva tutti i bar e i ristoranti che avrebbero potuto disturbare la quiete pubblica. Sulle rive dell’A dda, invece, il diktat è più restrittivo e riguarda solo i locali di chiara impronta etnica. Via libera quindi a bar e pub, abituali luoghi di ritrovo, purché gestiti da autoctoni. Divieto di accesso per gli imprenditori stranieri alla centrale via Vittorio Veneto. Le loro attività devono traslocare in periferia. Sorte da condividere con i phone center, anche questo un mercato controllato da capitali extracomunitari.
“Non si tratta di un provvedimento di carattere razzista – spiega...
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VERSILIA - "La Guardia di Finanza ha scoperto che due noti locali della costa in tre anni hanno evaso il fisco per oltre 1,5 milioni di euro. Il primo e' situato nel centro di Forte dei Marmi, il secondo nella darsena viareggina. I titiolari sono entrati nel mirino delle fiamme gialle per aver presentato dichiarazioni dei redditi assolutamente non credibili se rapportate alla fama dei locali e al giro di clienti. Il ristorante fortemarmino, frequentato da personaggi molto noti italiani e stranieri, non ha denunciato complessivamente 900.000 euro di redditi, a cui si aggiungono 147.000 euro evasi per l'Iva, 35.000 euro per l'Irap e altri 35.000 euro di ritenute non versate per il personale. Per quanto riguarda invece il locale della darsena, noto anche per la fornitissima cantina, la Guardia di Finanza ha ...."
E quali saranno?
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