Un gourmet che pensa alle calorie è come una puttana che guarda l'orologio [James Beard]
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Perche' accontentarsi di preparare la birra con luppolo straniero quando lo si puo' produrre «in casa»? E' quello che hanno pensato i rappresentanti di Consobir, il Consorzio che riunisce otto microbirrifici italiani. Fra questi c'e' anche Teo Musso, titolare del Baladin di Piozzo, che si e' proposto di fare da capofila al progetto, in collaborazione con Tecnogranda. Detto fatto. Nei giorni scorsi il campo e' stato «battezzato» accogliendo le piantine di luppolo. Si trova a Cussanio, frazione di Fossano, e' il primo appezzamento del genere in Italia e promette gia' di rappresentare una svolta per il mondo della birra artigianale che da anni aspetta di poter creare un gusto «made in Italy» della bevanda associata piu' frequentemente ai Paesi del Nord Europa, dalla Germania, al Belgio, alla Gran Bretagna. «Abbiamo piantato tre varieta' diverse di luppolo (quelle usate per preparare la Open, ultima nata di casa Baladin, ndr) che entro fine estate dovrebbero essere ''pronte per l'uso'' - spiega Teo -. Se il progetto funzionera', come penso e spero, potrebbe trasformarsi in un'autentica rivoluzione per tutto l'universo birrario nazionale. Attualmente non esiste un gusto italiano della birra perche' i luppoli utilizzati sono importati dall'estero. Coltivandoli sul territorio questo sara' finalmente possibile. Inizieremo ad utilizzarli noi, come Baladin, ma in seguito saranno a disposizione degli altri microbirrifici. Una grande possibilita' per tutto l'indotto». Prima di dare il ....
Continua su LaStampa di Michela Casale Alloa
Però qui c'è qualcosa di simile.