tagliatelle vaganti

Un gourmet che pensa alle calorie è come una puttana che guarda l'orologio [James Beard]


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Scritto ed a volte copiaincollato da::: loriscarletti :::
venerdì, 16 ottobre 2009

mac bun

                       Versione “censurata” del logo Mac Bün                  

 

  A Rivoli (To) è stata aperta una agrihamburgheria, il nome scelto è stato "Mac Bün" che in dialetto piemontese significa "solo buono". Il problema è che quel «Mac» ricorda, e suona troppo simile, al «Mc» che precede Donald’s.
Quando Graziano Scaglia, trentanovenne allevatore di Bruere, amena frazione di Rivoli, insieme con il socio Francesco Bianco, pure lui di 39 anni, venditore di imballaggi ma gourmand nel cuore, hanno depositato in Camera di Commercio il marchio della nuova attività intrapresa, non sono passati nemmeno 20 giorni e si sono visti recapitare una raccomandata a/r dallo studio legale romano «Sib Legal».
Documento con il quale l’avvocato Giovanni Antonio Grippiotti, in qualità «di rappresentante in Italia nel settore della proprietà intellettuale ed industriale della assai nota società statunitense McDonald’s International Property Company, Ltd.» e l’ultimo chiuda la porta, intimava loro di «ritirare immediatamente» la domanda di marchio «Mac Bün Slow Fast Food». «È innegabile - scriveva il legale rappresentante della nota società etc. etc. - che la famiglia di marchi contenenti il prefisso “Mac/Mc” abbia un’ampia ed assoluta notorietà e rinomanza presso il pubblico come sinonimo di McDonald’s».
«La rinomanza è indubitabile - gli ha risposto il legale di Scaglia, l’avvocato Lombardi - ma in Piemonte i termini “mac bün” utilizzati congiuntamente assumono un preciso significato, del tutto peculiare che, applicato per esempio alla ristorazione, richiama l’idea del cibo buono, genuino, semplice». In altre parole e per rimanere nei detti popolari: «Andate a cantare in un altro cortile che la domanda non la ritiriamo».
Scaglia, che se è arrivato dov’è arrivato vuol dire che sa usare il giusto mix di prudenza e intelligenza («Non ho paura, ma sa, sono così grossi...» commenta), ha pensato bene di correre comunque ai ripari e, chi ha la ventura di visitare la sua «Agrihamburgheria» in via Susa 22/e a Rivoli, troverà una versione «censurata» del logo: «M** Bün». «Quando la vicenda legale si sarà conclusa vedremo il da farsi» spiega l’allevatore che intanto, anche con gli asterischi, fa affari d’oro e si appresta, giovedì della prossima settimana, a inaugurare ufficialmente il locale...

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lunedì, 21 settembre 2009
eataly pnerolo
Apre domani, a Pinerolo [To] il nuovo punto vendita di Eataly. La location è l'ex Osteria Fuori Porta ( già galassia Eataly), e si sviluppa su circa 4000 mq. Sono presenti i soliti sei ristorantini: pasta e pizza, verdura, carne, pesce e formaggi-salumi, oltre alle aree didattiche e allo spazio vendita.Si prevedono più posti a sedere che a Torino. Cinquanta dovrebbero essere le persone addette.
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venerdì, 28 agosto 2009

In occasione della festa ( non festino) del papà, Obama ha organizzato una grigliata alla Casa Bianca. Non molto esperto, ha pensato bene di farsi  aiutare dallo chef  Bobby Flay che ha consigliato il Presidente sulla perfetta cottura della carne.

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lunedì, 27 luglio 2009

libri_il-falso-a-tavolaSe non sapete cosa leggere sotto l'ombrellone, ecco un suggerimento: Il falso a tavola.

"...Durante le ferie quasi tre italiani su quattro (74 per cento) colgono l'occasione per mangiare fuori, alla ricerca nella maggioranza dei casi (64 per cento) delle abitudini e delle usanze alimentari del luogo. Il rischio "tarocco" riguarda le località piu' turistiche dove è bene tenersi alla larga dai ristoranti che offrono ricette "violentate" come la cotoletta alla milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell'olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro e fuggire rapidamente di fronte ad una locanda romana che offre spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano. Tra i piatti piu' traditi nella costiera amalfitana ci sono..."

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martedì, 15 gennaio 2008

chickens

 

Uno shockante video sulle condizioni in cui vivono i polli da batteria alla Uphampton Farm, un allevamento a Leominster (Uk), è stato diffuso on line dall’associazione animalista Compassion in World Farming (Ciwf).

Il documentario mostra uno stabilimento che accoglie dai 25 000 ai 50 000 esemplari, un tappeto bianco di volatili ammassati in modo a dir poco innaturale, che non vedranno mai la luce del sole e che se saranno ËťfortunatiËť verranno abbattuti dopo 39-42 giorni di vita. Molti dei polli però, uno su venti, soffre della sindrome della morte improvvisa, causata soprattutto da asfissia. Mentre il 27% non è in grado di camminare e striscia tristemente sul pavimento di cemento. Negli allevamenti all’aria aperta e biologici gli animali vivono rispettivamente 56 e 80 giorni, tutti liberi di razzolare sul terreno.

La destinazione degli animali della Uphampton Farm? Le loro carni vengono acquistate dalla Sun Valley Foods, una company che fornisce i polli alle catene di supermarket Morrison e Sainsbury's e l’80% delle chicken nuggets di McDonald’s.

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