Un gourmet che pensa alle calorie è come una puttana che guarda l'orologio [James Beard]
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Perche' accontentarsi di preparare la birra con luppolo straniero quando lo si puo' produrre «in casa»? E' quello che hanno pensato i rappresentanti di Consobir, il Consorzio che riunisce otto microbirrifici italiani. Fra questi c'e' anche Teo Musso, titolare del Baladin di Piozzo, che si e' proposto di fare da capofila al progetto, in collaborazione con Tecnogranda. Detto fatto. Nei giorni scorsi il campo e' stato «battezzato» accogliendo le piantine di luppolo. Si trova a Cussanio, frazione di Fossano, e' il primo appezzamento del genere in Italia e promette gia' di rappresentare una svolta per il mondo della birra artigianale che da anni aspetta di poter creare un gusto «made in Italy» della bevanda associata piu' frequentemente ai Paesi del Nord Europa, dalla Germania, al Belgio, alla Gran Bretagna. «Abbiamo piantato tre varieta' diverse di luppolo (quelle usate per preparare la Open, ultima nata di casa Baladin, ndr) che entro fine estate dovrebbero essere ''pronte per l'uso'' - spiega Teo -. Se il progetto funzionera', come penso e spero, potrebbe trasformarsi in un'autentica rivoluzione per tutto l'universo birrario nazionale. Attualmente non esiste un gusto italiano della birra perche' i luppoli utilizzati sono importati dall'estero. Coltivandoli sul territorio questo sara' finalmente possibile. Inizieremo ad utilizzarli noi, come Baladin, ma in seguito saranno a disposizione degli altri microbirrifici. Una grande possibilita' per tutto l'indotto». Prima di dare il ....
Continua su LaStampa di Michela Casale Alloa
Però qui c'è qualcosa di simile.



Simpatica la zona fumatori denominata "carcere di minima sicurezza"

Alcuni birrifici, a caso, presenti: Beba, Citabiunda, Montegioco, Troll, Birrificio Italiano, Birrificio Lodigiano, Cittavecchia, Scarampola, Torrechiara, L'olmaia, Birra del Borgo, Maiella, Karma, Maltovivo, Birrificio B9 ecc.
Santa Vittoria d'Alba (Cn) S.S. 231 Alba-Bra, 68/b

Massimo Bottura e Teo Musso [ foto PorzioniCremona]
Si tracanna una Baladin alla faccia di Striscia, io la vedo così. Anche se ha dichiarato amaramente : “Alcuni clienti hanno disdetto la prenotazione, altri sono venuti da soli: le mogli avevano paura che le avvelenassi”.
Da Panorama via Winenews
Già il 16 febbraio avevo anticipato qualcosa, non approfondendo molto, anzi, lasciando varie ipotesi -volutamente errate - su cosa potesse essere Open Baladin (oltre alla ormai nota birra). No, non è un libro di Teo Musso,come in molti hanno simpaticamente votato in quel mini-sondaggio. Ho aspettato che la "cosa" fosse -diciamo- ufficiale, e infatti oggi sulla Stampa c'è la pubblicità che vedete sotto. Su Cronache di birra, comunque già ci sono vari commenti.
Il progetto Open è semplicemente ( per modo di dire) una serie di birrerie collocate in varie parti d'Italia. Ovviamente ci saranno tutte le birre artigianali italiane. Il primo locale o numero O (zero) sarà aperto a Santa Vittoria d'Alba (Cn), diciamo intorno al 19 e 24 aprile (eh,eh). Seguirà a fine anno, il numero uno, che aprirà a Roma.
Interessante anche l'intervista a Teo Musso su Fermento Birra.
Avete provato a cliccare su questo sito : www.openbaladin.com ? Se lo fate vi porta dritto dritto al sito del birrificio Baladin di Piozzo. E che sarà mai questo OpenBaladin? Certo, la Open è una nuova birra, ma... tutto li? E se fosse una nuova invenzione di Teo Musso? Forse si, forse no. Qui sotto ci sono alcune possibili soluzioni, se avete voglia potete votare. Dimenticavo, non è detto che la risposta giusta sia presente, quindi potete commentare con altre soluzioni. Forse non lo so nemmeno io cosa sia OpenBaladin. Forse.