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lunedì, 19 ottobre 2009
boscareto

Franco Ziliani nel suo blog  ha scritto quasi tutto su questo resort, io riprendo l’argomento, solo per aggiungere qualche particolare preso qua e la per la rete.

La foto sopra è una ripresa dall’alto del Boscareto Resort & SPA di Serralunga d’Alba (Cn).

boscareto2boscareto1

Le altre foto riprendono i lavori di costruzione, quando, l’allora (ora non più) sindaco di Serralunga, Luis Cabases “arringava i detrattori dell’intervento, accusandoli di fare “processi alle intenzioni” invitandoli, per dare un giudizio definitivo, ad attendere la fine dei lavori edilizi e la sistemazione ambientale del sito”[link]. Luciano Scarzello, giornalista di Bra, scrisse proprio su Vino al Vino, che, vedere il progetto in anteprima non era possibile: “Alla richiesta di vedere il progetto di uno di questi la risposta dell’architetto Roberto Della Rossa di Bra, è stata : “Non è possibile, i committenti non mi autorizzano a farlo”.

Su LaStampa si può leggere: “A chi storce il naso di fronte a una struttura non proprio invisibile, Valentina risponde con una semplice constatazione: «In questi giorni, sono arrivati tanti clienti stranieri habitue' delle Langhe. E ci hanno detto: " Passando, osservavamo il cantiere e non vedevamo l'ora che fosse finito per poter finalmente provare l'albergo"». E che risposta è? Valentina è Valentina Dogliani, proprietaria del resort.

Concludo riportando i nomi degli architetti, direttamente da una brochure “ufficiale” : Il Boscareto Resort & Spa, 1300 mq di vetrate sulle Langhe, è il gioiello di un territorio unico al mondo. Esso sorge sull’omonima collina di Serralunga d’Alba, costruito nella perfetta geometria dei vigneti di Moscato e di Nebbiolo da Barolo e incorniciato da eleganti cipressi (l’albero dell’accoglienza fin dal tempo dei Romani) scelti dall’architetto del verde, Paolo Peirone.

 In lontananza i contorni magici delle Alpi, sullo sfondo il profilo nobile del Castello di Serralunga d’Alba; siamo ad una dozzina di minuti d’auto dalla città di Alba con le sue torri medioevali e la famosa Fiera del Tartufo.

L’idea di un hotel a 5 stelle nelle Langhe viene pazientemente coltivata per quasi tre anni dalla famiglia Dogliani, proprietaria in loco dell’azienda Batasiolo di La Morra, i cui vini costituiscono la corte irrinunciabile del Boscareto Resort.

Chiamati a creare un luogo di vacanza per una clientela internazionale, l’architetto-designer Pietro Masson, in collaborazione con l’architetto Roberto Dellarossa, hanno dato vita ad un progetto che si svela in una straordinaria serie di realizzazioni, dove ogni minimo particolare assume un’importanza fondamentale.

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Commenti
#1    19 Ottobre 2009 - 14:11
 
Eccerto che si poteva far di meglio, se proprio si doveva costruire lo si poteva fare a mo di cascina piemontese, non vedevo la difficoltà, ma probabilmente ci sarà pure un motivo se è stato fatto così. Quale?
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#2    20 Ottobre 2009 - 08:28
 


In Toscana costruiscono così .
Fulvio Scarni
(bella l'idea di poter inserire le immagini)
utente anonimo

#3    20 Ottobre 2009 - 12:09
 
In compenso ci lavorano un bel po' di persone, non si può avere tutto. Possibile che qualsiasi cosa si faccia non va mai bene!!! Andate a LAVORARE!!
utente anonimo

#4    20 Ottobre 2009 - 23:40
 
Mi chiedo il perché! Perché costruire in questo modo. Perché dover sempre stupire. Chi non ha modo di vedere dal vivo, vada sul sito del resort, guardi la foto del centro congressi, non ho parole. Non ho parole perche siamo in uno dei più bei posti di langa. Una domanda vorrei fare agli architetti: perché, come giustamente ha fatto notare Fulvio, commento prima, non si costruisce in quella maniera. Perché? Lo so, non sono ingenua, lo so che non avrò mai risposte. Loris, invece di fare sondaggi su Berlusconi, fanne uno su questo argomento. Anna Prato
utente anonimo

#5    21 Ottobre 2009 - 01:02
 
Ho l'abitudine a scrivere nome e cognome, Luis Cabasés. Lo faccio qui perché è più semplice.
Le mi considerazioni, sempre con un nome e cognome in chiaro, mai con un nickname, le ho già raccontate più volte.
Le ritrovate sul blog di Ziliani.
Piuttosto vedo che per le mie dichiarazioni avete usato un link che oggi viene gestito da qualcuno che ha sulla coscienza situazioni antipatiche e imbarazzanti sul territorio nel quale viviamo. Perché non fa ammenda invece di fare il censore?
A voi la ricerca.
Da noi si dice "el que avisa, no es traidor..."
utente anonimo

#6    21 Ottobre 2009 - 10:17
 
Nessuna censura, semplicemente mi sono focalizzato su questo argomento senza andare oltre nella ricerca ( su chi gestisce quel link), faccio ammenda e proverò a documentarmi. Al di la che quest'opera possa piacere o meno [a me non piace] NULLA di personale con te  (posso darti del tu? Ti ho anche votato alle ultime provinciali), leggerò le tue considerazioni sul blog di Ziliani, che però sino ad ora non sono riuscito a trovare.
Ciao
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#7    21 Ottobre 2009 - 13:29
 
Ecco quanto ho spedito or ora a Ziliani.
Disponibile a parlarne, ovviamente.
Ciao

Eccomi, finalmente. Caro Franco, non certo per la tua ironica e pressante richiesta di intervento, ma per l’onestà intellettuale che mi si riconosce e che anche tu hai avuto modo in questi anni di verificare, sono qui per fare alcune considerazioni. Sottoscrivendo, ovviamente, come da mia abitudine, con nome e cognome, anche perché l’unica cosa che non mi piace dei blog è il nascondersi dietro ad un nickname per lasciare andare le pizze sulle facce altrui in modo un po’ meschinello. Posso cominciare con un aneddoto? “Basta con gli alberghi a cinque stelle per clienti danarosi!” tuonò, all’inizio delle fondamenta, un produttore di Barolo (con parenti qui sopra tra i commenti). Caspita! Per un uomo di sinistra come il sottoscritto, sentire un emulo della Rivoluzione d’Ottobre e della lotta di classe, mai sopita, pronunciare con tanto vigore un simile anatema, mi provocava addirittura una lacrimuccia di commozione. Ma era demagogia spicciola, ahimé! Non era, purtroppo, un modo per scaldare le masse e marciare verso il sol dell’avvenir... Tra l’altro non mi sembra che ci siano molti alberghi del genere, ovvero di grande lusso, nel territorio di Langa e Roero. A parte Santo Stefano Belbo, che è altro rispetto a Boscareto, non ci sono analoghi esercizi nel raggio di duecento chilometri. LA MEMORIA - Chi è che si ricorda cosa c’era su quel poggio prima del nuovo albergo? C’era una cascinaccia brutta, ristrutturata negli anni Settanta sullo stile “repubblica dei geometri”. Era piena di amianto, aveva portici sorretti da pali color rosso Ferrari, era formata da quattro corpi disomogenei, aveva due silos puntati verso il cielo che sembravano i serbatoi di uno Shuttle sulla rampa di lancio di Cape Canaveral. Chi dice che quella collina è stata rovinata o è peggio dello smemorato di Collegno, oppure è in mala fede. Allora era veramente brutta, oggi ognuno può dire la sua. IL PROGETTO - Sia chiaro: fin dall’inizio ho sempre creduto e ho voluto l’albergo. Non ho l’abitudine di andare dove il vento tira, sono abituato a discutere e anche a cambiare opinione, ma su questa cosa penso di avere agito bene. Nei dieci anni da sindaco (e almeno 7/8 da presidente della commissione edilizia comunale) credo di essermi mosso con buon senso. Ricordate com’era il centro storico di Serralunga alla fine degli anni Novanta? Pressoché morto e con molte case in pessime condizioni di manutenzione. Ebbene, il mio primo atto fu il taglio del 50% degli oneri per ristrutturare l’esistente. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti e le case ancora in stato precario sono già avviate al restauro e, soprattutto, all’utilizzo vivo, al ritorno di persone che ci stanno dentro. In questi anni abbiamo adottato un sistema informale di verifica di cosa si voleva fare in campo edilizio, proprio per arrivare a garantire ai cittadini di poter vedere esauditi legittimamente i propri desideri (ovviamente quelli che si potevano esaudire e non cose fuori dalle normative). Ma anche per ottenere dagli stessi cittadini garanzie che non scappassero le cose di mano, come era avvenuto nei decenni precedenti. Così è stato per l’hotel di Boscareto. Una attenta verifica, nel corso degli anni, di come si sviluppava il progetto, mattone per mattone. Inutile confermare, e lo dici pure tu, che è tutto in perfetta regola come da normative vigenti. Piace? Non piace? E’ assolutamente soggettivo come il Beauborg a Les Halles e, per venire più vicino, Piazzale Valdo Fusi a Torino. I PREGI TURISTICI - Elenco stringato: un ristoratore universalmente riconosciuto a livelli altissimi; una struttura per un mercato che non conosce crisi; un indotto su Serralunga di primaria importanza. I PREGI SOCIALI - uno su tutti: 50 posti di lavoro, a regime 70. Fanno schifo? I VANTAGGI PER LA COMUNITA’ - Anch’io avevo un piccolo fondovalle, considerato area artigianale dal piano regolatore, da “sfruttare” nel rispetto delle normative. Però mi vanto di non aver costruito un capannone in dieci anni e che l’unico in costruzione (un’altra cantina che ci tiene a scrivere Serralunga in etichetta) ha tutte le prescrizioni possibili per mitigare l’impatto. Noi sindaci ingordi di ICI ed oneri? Non stava nelle mie corde, sennò avrei fatto quanto descritto sopra. Però è anche vero che la Batasiolo ha lasciato al Comune una cifra di oneri che permette al mio successore di dormire sonni tranquilli in materia di bilancio per almeno altri tre anni, mentre i Comuni in genere non vivono in modo tranquillo. Mi chiedo: avete mai amministrato un comune? O un’altro ente? O un’azienda? E avete mai amministrato un comune dove il reddito è determinato dalla produzione vitivinicola che, essendo agricoltura, non paga ICI? A Serralunga ci sono 30mila turisti l’anno che arrivano per i nostri produttori . Ebbene pisciano nei cessi pubblici, si siedono sulle panchine pubbliche, lasciano rifiuti nei cestini pubblici, arrivano in auto o in pullman sulle strade pubbliche. Attenti, non è una accusa ai produttori: la colpa è dello Stato che ha strutturato così il sistema. E noi sindaci (io ex da quattro mesi) i soldi per tutto quello che ho descritto li dobbiamo trovare. Batasiolo, tra l’altro una delle 25 aziende che hanno voluto a Serralunga almeno una vigna per la qualità della sua terra che esprime il Barolo migliore (vero Franco?), ha “restituito” molto a chi gli ha dato il successo. Non come il produttore “bolscevico” di prima che prende e porta a casa. Volete risolvere il problema delle finanze comunali? Chiedete tutti allo Stato l’otto per mille del Barolo... o un’altra percentuale dell’IVA delle docg, delle doc, delle dop. L’Italia, paese del mais ottofile, del cappero di Pantelleria, del Castelmagno, del Barolo e del Brunello, potrebbe risolvere in questo modo il finanziamento corrente dei Comuni che producono il successo del made in Italy nel mondo. CONSIDERAZIONI FINALI - La questione Unesco? Non l’ho dimenticata, ovviamente. Né il Comune, né la Regione, né la Provincia, bensì un ente terzo (coordinato dal Politecnico) ha tracciato, dopo attente verifiche sul campo, i confini della core zone del Barolo. Di Serralunga, unico comune, non è rimasta fuori una sola zolla. Tutta la terra tra le due Tallorie, Roddino e i capannoni di Alba dopo la rotonda poco prima del Gallo, fa parte della proposta di candidatura. Qualcosa vorra pur dire... Infine, caro Franco, con Baldo ne abbiamo parlato e la sua opinione la conosco molto bene. Eravamo amici e lo siamo rimasti perché ne abbiamo parlato a lungo. E lui non era persona da compromesso. Forse ha capito le mie ragione, magari non condividendole, ma mi ha considerato onesto sulle mie posizioni, senza mettermi nel girone dei cattivi.   Luis Cabasés
utente anonimo

#8    21 Ottobre 2009 - 13:59
 
Ti ringrazio per aver spedito anche qui il tuo commento. Sono convintissimo che hai agito nel migliore dei modi, non discuto dei "pregi" che porterà, ma il mio dubbio (e qui ricade nel "piace o non piace) è: architettonicamente non si poteva fare meglio? Meglio di che? Dirai te. Non mi dilungo con le parole, semplicemente dico, guarda la foto del commento 2. Non sarebbe stato possibile una costruzione simile?
Ciao
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#9    21 Ottobre 2009 - 21:03
 

Caro Loris,
io sono convinto che ognuno sia libero di seguire i suoI sogni, oppure le sue intenzioni se legittime.
Ora se uno vuole fare un grattacielo a Serralunga o un palazzo a forma di caffettiera non può.
Ma se interpreta le norme in modo corretto fa quello che vuole.
Nel piano regolatore, per esempio, sono indicati i materiali da usare, tipici ovviamente. E' così è stato.
Alla fine va bene così.
Meglio di grigi capannoni vuoti con la scritta "vendesi" o "affittasi".
Più tutte le considerazioni che ho fatto prima.
ciao
Luis

utente anonimo

#10    22 Ottobre 2009 - 12:33
 
Certo, meglio che grigi capannoni. Ma alla mia domanda precedente, credo che solo gli architetti potrebbero dare una risposta...  Pasiensa.
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#11    22 Ottobre 2009 - 14:15
 

Vatti a sapere, magari qualcuno di loro legge questo blog e ti risponde. Ciao
Anna Prato

utente anonimo

#12    22 Ottobre 2009 - 15:40
 
Credo, e voglio sperare che gli architetti abbiano di meglio da fare  che non passare di qui a rispondere ai commenti. Al contrario credo invece, che, chi si occupa di comunicazione del resort, passi sovente da queste parti, comunque chiuderei qui la questione.
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#13    23 Ottobre 2009 - 20:20
 
Sarei curiosa di vedere altre "opere" di questi architetti, pensa che ho persino sentito dire che assomiglia ad un ospedale. anna
utente anonimo

#14    26 Ottobre 2009 - 23:09
 
a mio avviso si poteva costruire prendendo come esempio le tradizionali cascine della zona .
Avrebbe contrastato di meno visto il posto dove e' stato costruito,
pero' ormai e' fatto.
utente anonimo

#15    28 Ottobre 2009 - 08:51
 

Sul posto non ci sono ancora andato, passerò in settimana andando alla fiera del tartufo di Alba, ma alla fine, se un posto lavora e molte persone hanno trovato occupazione, credo sia positivo, se poi è un poco "ingombrante" chiudiamo un'occhio e lasciamoli lavorare. grazie

utente anonimo

#16    28 Ottobre 2009 - 14:41
 
considerando l'enorme investimento, il luogo e l'ambizioso progetto non credo che una maggior attenzione al senso estetico sarebbe guastata...nessuno mette in dubbio che porterà dei vantaggi al territorio ma è davvero un peccato che si continui a deturpare il paesaggio con construzioni obbrobriose e discutibili sotto ogni punto di vista...non serve avere una laurea per avere buon gusto...
utente anonimo

#17    30 Ottobre 2009 - 09:14
 
Sarò breve, mi associo a tutte le perplessità lette e dico: non mi piace. Spero che qui non debba argomentare molto di più. Su wineup invece bisogna essere molto precisi altrimenti prendono "seri " provvedimenti!! Leggetevi l'ultimo commento .......( che simpatici) Francy
utente anonimo

#18    30 Ottobre 2009 - 15:05
 
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#19    02 Novembre 2009 - 00:05
 
Solo per la cronaca l'ultimo commento del mio blog si riferisce a qualcuno che ha inviato un commento positivo su boscareto con un nome differente ma lo stesso IP di un altro commento positivo che era già stato pubblicato.
In qualità di amministratore di un blog il mio obiettivo non è essere simpatica, ma di garantire ai nostri lettori un'informazione trasparente e corretta, fatta - tra l'altro - da commenti di persone vere, che si qualificano e che assumono la responsabilità di ciò che dicono. Chi ci legge dovrebbe essere lieto di saperlo, chi non è lieto può sempre leggere altri blog, dove le risse da bar dello sport sembrano essere l'unico contenuto che gli autori sono in grado di produrre.
Ma forse chi passa le giornate in giro per la rete a lasciare commenti su tutti i blog che trova cerca qualcosa di diverso dall'informazione corretta e trasparente, forse, nella migliore delle ipotesi, è solo molto molto più interessato al pettegolezzo. Oppure come la volpe....

La simpatica di Wineup
utente anonimo

#20    02 Novembre 2009 - 10:05
 
Se "informazione trasparente e corretta" -nel caso del vostro post- era di segnalare solo e soltanto l'inaugurazione di questo resort, allora nessun problema, ma... ma informazione è anche (secondo me) fare un'accenno alle varie polemiche -non poche- scaturite in questi anni sul problema dell'impatto ambientale. Questo per completezza, e credo, senza scatenare nessuna rissa da bar dello sport.
Dimenticavo, anche se il suo obiettivo non è essere simpatica, in questo caso si è dimostrata tale.
Buon lavoro.
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#21    03 Novembre 2009 - 00:12
 
Buonasera Loris,
comprendo il suo punto di vista, in effetti credo che quello a cui lei si riferisce sia uno dei possibili modi di fare informazione attraverso un blog.
D'altro canto non le nascondo che quando ho aperto Wineup, nel giugno del 2008, mi sono proposta di dare il più possibile spazio all'informazione e pochissimo alla formazione dei lettori. In poche parole, vorrei che i nostri lettori ricevessero da noi degli spunti di riflessione, non la riflessione stessa, vorrei che avessero lo spazio per farsi una loro opinione.

Senza proclami integralisti, senza le prese di posizione "feroci" che vedo spesso in giro, senza giusto o sbagliato, senza bello o brutto, senza vendersi al miglior offerente. Si dice ciò che si pensa, certo, ma con i dovuti toni e il rispetto di tutti e di tutte le opinioni. Anche perchè credo fermamente che in molte situazioni, Boscareto inclusa, ogni "fazione" abbia le sue motivazioni, che ritengo meritino comunque rispetto, e spesso anche una parte di ragione che, a casa mia, quasi mai sta da un parte sola.
Per questo non rispondo alle provocazioni che mi sono arrivate da altri blog o da chi ritiene, solo perchè non mi rendo partecipe della mattanza, che io sia al servizio o al soldo di qualcuno. Sono semplicemente al servizio delle mie opinioni e sono fiera della mia libertà.

La ringrazio dello spazio che mi mette a disposizione e anche del commento gentile sulla mia simpatia, in questo contesto temo sia stato fin troppo generoso!

La saluto, buon lavoro anche a lei

Monica Pisciella, Wineup founder


utente anonimo

#22    03 Novembre 2009 - 09:23
 
Lei scrive  "vorrei che i nostri lettori ricevessero da noi degli spunti di riflessione".  Mi ripeto, se date un'informazione completa, allora poi, il lettore può valutare, ponderare, esprimersi o sorvolare. In questo caso, continuo a pensare che il vostro post, come scritto, non dia spunto a nessuna riflessione. Se non sbaglio, più di un' organo di stampa, scrivendo di questo resort, ha fatto accenno anche al problema posto da Ziliani. E' chiaro che per scrivere bisogna esserne a conoscenza. Lei mi dirà che hanno già scritto altri... e allora va bene così. Passo e chiudo.
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#23    18 Novembre 2009 - 09:17
 
Passo da quelle parti abbastanza sovente. Mi domando continuamente, ma perchè si deve sempre stupire?!! Perchè non costruire una struttura, grande fin che si vuole, con tutti i confort possibili, più consona all'ambiente? E' vero, andate in Toscana, e guardate come si costruisce o come si  recupera. Una grande struttura stile cascina di Langa NON STAVA BENE?? Era  troppo difficile. No, non credo, è che gli architetti si devono sbizzarrire, occorre far parlare e infatti ci sono riusciti. Chissà se leggeranno questi e altri commenti. Ormai è li, spero almeno funzioni.
utente anonimo

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Categorie del post: langhe, serralunga dalba, cosa non mi piace, boscareto resort Scrivi|commenti (23)

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