
Ecco le sue parole: “Uscirà a novembre il mio primo, e certamente anche ultimo, libro. Si intitola Coccodè. Ci sono in questo momento 114 tesi universitarie sulla comunicazione di Eataly, che è considerata tra le più originali e più belle dell’intero panorama pubblicitario. Perché il libro parte dall’idea che la pubblicità non è solo promessa, ma è parlare sul serio con la gente. Il titolo Coccodè deriva dal fatto che secondo me il marketing l’ha inventato la gallina, perché fa l’uovo, poi canta. A differenza dei ‘biru’ e dei ‘pitu’, che fanno l’uovo, ma non dicono nulla. E il contadino s’incazza proprio perché non viene a saperlo.
Noi piemontesi siamo in genere bravi a fare le cose, un po’ meno a fare coccodè. Anche se le cose stanno oggi un po’ cambiando. I toscani sono l’esatto contrario: sono bravissimi a dire coccodè. Infatti hanno deciso di raccontare subito una cosa, che accadrà solo alla fine di questo mese, il 30. A questo punto è bene dire tutto con precisione: un pezzo di Fontanafredda, dopo il 1932, ritornerà ad essere piemontese. Anzi lo sarà per il 64%. Fontanafredda sta per essere acquisita da una nuova società, che è partecipata per il 36% dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, per il 32% dal sottoscritto e dai miei amici dell’ex Unieuro, e per il restante 32% da Luca Baffigo Filangieri, che è il marito di Elena Miroglio, figlia di Carlo, in rappresentanza anche della famiglia Miroglio. E poi, siccome dopo che le cose mi sono piaciute, mi piace anche interessarmene personalmente, farò l’amministratore delegato di Fontanafredda, nella speranza di portarvi un ulteriore valore aggiunto”.