giovedì, 15 maggio 2008

Mariah Carey ha scoperto la carbonara

mariah_carey

Da  La Stampa  una grande notizia: Mariah Carey a colazione si fa un bel piatto di carbonara. Questo l'articolo: Dopo un viaggio a Roma, la pop star pretende ogni mattina dal suo chef stringozzi in carbonara di carciofi, tartufo e uovo di quagliaNel Paese in cui si sorseggia il cappuccino dopo cena e gli spaghetti vengono conditi con il ketchup, non stupiscono più di tanto le stravaganze culinarie dei vip d’oltreoceano. L’ultima frontiera del gusto in salsa Hollywood? Rivisitare ricette italiane, adattandole ai propri, personalissimi (e costosissimi) palati.
La notizia è del periodico americano Metropolitan Post: un cospicuo numero di star ha abitudini alimentari piuttosto curiose, prima fra tutte Mariah Carey, attualmente in vetta alle classifiche di tutto il mondo con il suo ultimo disco, che va letteralmente pazza per la cucina italiana. Via libera ai piatti della tradizione ma rigorosamente fuori orario. Ma cosa combina di così strano tra i fornelli di casa la pop star statunitense? Ogni mattina a colazione la burrosa cantante pretende ...

Contiuna a leggere (se interessa) su LaStampa.it

postato da loriscarletti alle ore maggio 15, 2008 08:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: pasta

venerdì, 09 maggio 2008

Spariranno i prosciutti

prosciutto-parma

Dall'ufficio stampa della Cia

Nel 2007 -avverte la Cia- nel nostro Paese sono arrivati oltre frontiera più di 60 milioni di prodotti. Intanto, si fa più stringente la protesta dei nostri suinicoltori per il drastico calo dei prezzi alla produzione e dei vertiginosi aumenti dei costi, in particolare quelli dei mangimi. A rischio le Dop come il Parma, il San Daniele e salami di grande pregio e qualità.
 
Tre prosciutti (cotti e crudi) su quattro sono ormai stranieri. Cioè, un prodotto con cosce di suino importate dall’estero. E con nomi di fantasia si cerca anche di confondere il consumatore spacciandoli per “made in Italy”: “prosciutto del contadino”, “prosciutto nostrano”, “prosciutto di montagna”, “dolce di Langhirano”. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per questa “invasione” (nel 2007 ne sono arrivati oltre frontiera più di 60 milioni) che rischia di avere pesanti conseguenze per i nostri allevatori di suini, già alle prese con una serie di gravi difficoltà.
D’altra parte, proprio i suinicoltori italiani -avverte la Cia- dopo anni di calo del prezzo dei suini e aumenti vertiginosi dei costi di produzione hanno deciso: “ lo sciopero del prosciutto”. Il primo effetto è che già quattro milioni di suini non saranno certificati dagli allevatori. Il rischio reale è la scomparsa dalle tavole degli italiani di ben 16 Dop (Denominazione d’origine protetta) di prosciutti e salami.
D'altronde, basta un dato per far capire la situazione in cui versano più di centomila allevatori italiani. Fatto cento il valore finale dell’intero suino, il costo pagato all’allevatore -segnala la Cia- corrisponde a poco meno del 15 per cento di quello che spende il consumatore. Il restante 85 per cento è da dividere tra macello, industria e dettaglio. Un prezzo, quindi, che si gonfia lungo tutta la filiera.
 
 
Le Dop a rischio
 
- Prosciutto di Parma
- Prosciutto di San Daniele
- Prosciutto Veneto - Berico Euganeo
- Prosciutto di Modena
- Culatello di Zibello
- Valle D’Aosta Lard d’Arnad
- Valle D’Aosta Jambon de Bosses
- Salame Brianza
- Salame di Varzi
- Salamini italiani alla cacciatora
- Stelvio - Stilfser
- Prosciutto di Carpegna
- Prosciutto Toscano
- Gran Suino Padano
- Salame Piemonte
- Suino Cinto Toscano
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categoria: prosciutto

venerdì, 02 maggio 2008

2008, anno internazionale della patata ma anche..

potato

Per chi non lo sapesse il 2008 è l'anno internazionale della patata ( potato 2008.org ), questo a detta dell' Onu. Il logo sopra è stato creato dall'italiano Giancarlo de Pol. Ma è anche l'anno della rana ( Amphibianar ), ma anche l'anno delle barriere coralline ( Icri ), ma anche l'anno della feta, ma anche l'anno della sconfitta di Veltroni, ma anche..

postato da loriscarletti alle ore maggio 02, 2008 08:49 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: patata

mercoledì, 16 aprile 2008

Paghi quanto ti pare

La crisi si fa sentire anche negli Usa, soprattutto nei ristoranti, ed ecco allora una novità, per modo di dire: i proprietari del ristorante Grapevine Cafe' ( Bloomfield, stato di NY), John Caputo e Connie Derway ,  visto che ultimamente i loro tavoli erano spesso vuoti, hanno deciso di far pagare i clienti in base alla  disponibilità economica ( di quest'ultimi). Esiste un prezzo  per i vari pasti, cucinati con prodotti freschi trovati in offerta,  ma i clienti possono lasciare sia qualche dollaro in meno, che qualche dollaro in più, ovviamente.

Grapevine Cafe

 Nel video della CNN spiegano il tutto. Se venisse replicato in Italia mi sa che i dollari o meglio gli euro sarebbero sempre in... meno.

postato da loriscarletti alle ore aprile 16, 2008 16:20 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: ristoranti, new york, consumatore

mercoledì, 02 aprile 2008

Il miglior extravergine arriva dal cile?

Dopo meritate e prolungate vacanze pasquali, riprendo con questa notizia trovata in giro per il web.

(AGI) - Verona, 1 apr - Situazione microclimatica ideale, piante sane, prezzi controllati: sono questi gli elementi che fanno del Cile un fondamentale punto di riferimento sul mercato dell'olio extravergine. Era il 1946 quando Jose' Canepa, immigrante ligure, piantava 86 ettari di olivo in una sua proprieta' a sud di Santiago. Solo 60 anni dopo, il comparto olivicolo cileno entra di diritto nel gotha della produzione mondiale. Per ora essenzialmente dal punto di vista qualitativo ma anche l'aspetto quantitativo sta conoscendo un periodo d'oro. "Il consumo mondiale e' in crescita - spiega Arturo Leiva, presidente esecutivo di ChileOliva - Proprio per questo nuove realta' come la nostra assumono una rilevanza fondamentale sullo scacchiere produttivo internazionale". In effetti i dati offerti dal COI (Consiglio Olivicolo Internazionale) parlano chiaro. L'ultima stagione in Europa ha visto una raccolta quantificata intorno ai 2 milioni di tonnellate, in linea con le precedenti annate; mentre la richiesta mondiale, nello stesso periodo, e' in crescita. E tutto questo mentre la FDA (Food and Drug Administration) consiglia agli Statunitensi di inserire l'olio extravergine di oliva nella propria dieta, lasciando intuire una nuova impennata nei consumi di questo prodotto.
  Attualmente sono 12.000 gli ettari olivetati ma si sta lavorando per portarli a 100.000 gia' entro il 2030. "Basti pensare - ribadisce Leiva - che si e' passati da un export di 1 milione di dollari nel 2005 agli oltre 3 milioni del 2007. E per il 2008 le proiezioni parlano di una cifra intorno ai 7 milioni di dollari, che supereranno i 10 milioni entro il 2010.
  In termini assoluti non e' tantissimo ma stiamo comunque parlando di un incremento pari al 70% annuo". Una crescita dovuta a una serie di elementi essenziali: le condizioni microclimatiche, piante sempre sane anche per la totale assenza della mosca olearia, coltivazione intensiva con un potenziale vicino ai 2500 litri per ettaro (5 volte piu' che in Europa). E inoltre un controllo dei costi straordinario (piantare un olivo costa in Cile 7 volte meno che in Europa) che permette agli extravergine cileni di essere competitivi su tutti i mercati.
  Logico quindi che anche i maggiori Paesi produttori di olio abbiano puntato le loro attenzioni sul Cile. La Spagna ad esempio sta gia' acquistando terreni dove impiantare uliveti.
  Ettari ed ettari di buona terra che, secondo le previsioni, dovrebbero regalare nei prossimi anni degli extravergine di altissima qualita' e dai prezzi contenuti. E con in piu' un ulteriore valore aggiunto, quello della controstagionalita'.
  Rispetto a realta' come Italia, Spagna, Grecia e altri produttori del bacino mediterraneo, infatti, le olive cilene vengono raccolte e lavorate in aprile. Il che significa che gli extravergine andini raggiungono il loro top qualitativo proprio nel periodo in cui quelli mediterranei sono in fase calante. Di questo e altro si parlera' a Verona durante il Sol e la presenza di 5 produttori cileni al Sol di Verona e' volta proprio ad aprire dei contatti con l'Italia.(AGI)

Via Agi.it

 

postato da loriscarletti alle ore aprile 02, 2008 09:24 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: olio

mercoledì, 12 marzo 2008

"Senz'amarezza", il vino dei Cesaroni

cantina

 

Dopo i tanti successi televisivi, sta per arrivare anche il vino dei Cesaroni. Sull'onda del trionfo della seconda serie della fiction dedicata alla famiglia più amata della televisione italiana, su Canale 5 ogni venerdì in prima serata, uscirà infatti sul mercato "Senz'amarezza", un vino ispirato a uno dei tormentoni della serie, quello che contraddistingue Cesare Cesaroni, il personaggio interpretato da Antonello Fassari.
Il vino dei Cesaroni, nato da un'idea di Publispei, RTI e Cantina Cerquetta di Monte Porzio Catone, arriverà presto nei negozi, ma entrerà anche da protagonista nella trama della serie tv di Canale 5. "Senz'amarezza" sarà sia un bianco Frascati Doc Superiore, sia un rosso Lazio Rosso IGT con base di merlot-sangiovese
 
Ne sentivamo la mancanza, ma ormai tutto è business.
postato da loriscarletti alle ore marzo 12, 2008 09:14 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: vino

mercoledì, 05 marzo 2008

teku, per degustare la birra

teku

Si, si lo so, non è una novità ma permettetemi di  ricordare cos’è il Teku. Leggendo qua e la, su alcuni blog ho notato che spesso, questo bicchiere viene definito come “universale” cioè adatto a bere birre delle più svariate tipologie. Grande errore, il Teku,  nato dalla collaborazione di TEo Musso – Le Baladin- grande mastro birraio e KUaska, uno dei migliori degustatori di birra e giudice internazionale (da qui TE+KU)  è “universale” si, ma per degustare le birre, cioè per poterne valutare pregi ma soprattutto scovarne i difetti. Anche perchè a differenza dei sommelier che hanno a disposizione il classico calice da degustazione, nel campo della birra fino ad due anni fa (quando è nato il teku) non esisteva nulla di simile. Riempitelo sino alla tacca 10 cl. e via, indagate. Se invece volete godervi una birra in tutta tranquillità, scegliete il bicchiere adatto alla tipologia, che sicuramente metterà in evidenza i pregi e  nasconderà le imperfezioni. Il Teku è prodotto dalla Rastal.
postato da loriscarletti alle ore marzo 05, 2008 09:36 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: birra, qualità, baladin, teku

lunedì, 03 marzo 2008

Anche alla Esselunga di Caprotti i lavoratori fanno la pipì

foto_12391483_55310MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio".
Oggi i sindacati confederali di categoria hanno proclamato lo sciopero per tutta la giornata e hanno attuato un presidio di solidarietà che ha visto la partecipazione oltre che dei lavoratori anche di clienti (400 persone, secondo gli organizzatori). Ma il motivo della protesta ha origine anche nel fatto che si tratta della stessa dipendente che aveva denunciato di essersi urinata addosso perché non le era stato data la possibilità di andare in bagno e nemmeno di potersi cambiare fino alla fine del turno.
E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".
Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone. Lei sviene e viene aiutata dal direttore ("all'inizio ho avuto la sensazione che credesse mi fossi fatta male da sola") che la accompagna in ospedale: per ora le sono stati dati 10 giorni (tecnicamente per infortunio visto che l'episodio si è verificato sul lavoro). La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: "Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché". E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice "di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io".
Graziella Carneri della Filcams-Cgil sottolinea che "ovviamente non si pensa che l'aggressione sia stata commissionata dall'azienda ma che c'è una forte responsabilità per il clima intimidatorio: molti dipendenti hanno paura di prendere parte all'attività sindacale". Tesi sostenuta anche da alcuni lavoratori. Il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati, sottolinea che "nel gruppo registriamo una violazione di alcuni diritti, e la situazione in Esselunga è paradigmatica del fatto che i diritti non sono acquisiti per sempre ma vanno rivendicati e presidiati". Cgil, Cisl e Uil daranno assistenza legale alla lavoratrice.
L'azienda ha replicato, in una nota: "Sono attualmente in corso delle indagini da parte delle forze dell'ordine di cui subito abbiamo richiesto l'intervento e alle quali stiamo fornendo la massima collaborazione. Auspichiamo che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile. Al momento riteniamo prematuro rilasciare altre dichiarazioni". Ma la vicenda non si chiude qui: martedì è previsto un nuovo presidio e alcuni sindacalisti chiedono ai clienti e ai milanesi di "inondare la direzione di proteste e richieste di informazione via e-mail".

Via   Repubblica.it

postato da loriscarletti alle ore marzo 03, 2008 08:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: mobbing, esselunga, caprotti

giovedì, 21 febbraio 2008

Chiusa la Pai, "materiale organico" nelle patatine

pai
NOVARA

Per la seconda volta nel giro di sette mesi, il sindaco di Novara Massimo Giordano, con un’ordinanza emessa ieri pomeriggio, ha messo i sigilli allo stabilimento Pai, il tempio storico di produzione delle patatine. La decisione a seguito del rapporto dei Nas di Torino che hanno evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Chiusura a tempo indeterminato, in attesa dei provvedimenti e degli interventi per la messa a norma. Ma non si prevedono tempi brevi questa volta.

Rispetto alla precedente chiusura avvenuta nell’estate scorsa, la situazione appare decisamente più critica. Eppure in seguito all’ordinanza del sei agosto scorso, l’azienda aveva annunciato un investimento finanziario di oltre 18 milioni di euro per adeguarsi alle richieste avanzate dall’Asl.

Il blitz dei Nas sarebbe scattato in seguito a una segnalazione di un consumatore campano, pare della provincia di Salerno, che avrebbe trovato in una confezione di patatine resti di «materiale organico». Dall’Asl campana che sta facendo le analisi, un commento stringato: «E’ qualcosa che non appartiene al mondo vegetale».

Da qui la denuncia e l’immediato sopralluogo nello stabilimento di Novara, che dà lavoro a 130 dipendenti. Il sindaco di Novara Massimo Giordano non nasconde la propria preoccupazione per questo nuovo episodio che riguarda il colosso alimentare: «E’ una brutta vicenda, ne avrei fatto volentieri a meno anche per le conseguenze che ricadono sui lavoratori. Ma ho dovuto prendere atto della necessità e dell’urgenza dell’ordinanza dato che gli interventi da eseguire sono stati giudicati incompatibili con la contestuale prosecuzione della produzione di alimenti».

Non si sa sino a quando l’azienda rimarrà chiusa. Lo scorso anno, anche in quel caso dopo la denuncia di un consumatore piemontese che aveva trovato un insetto in un sacchetto, l’Asl era intervenuta sollecitando la Pai a mettersi in regola. Invito disatteso o recepito con troppa lentezza e così agli inizi di agosto il sindaco aveva firmato l’ordinanza: anche in quella circostanza il testo non faceva riferimento all’episodio specifico ma ad alcune anomalie igieniche riguardanti i locali dove vengono conservate le patate fresche, pronte per essere lavorate e dove vengono cotte: il pavimento presentava un’intercapedine di sughero che si era seccato e si erano staccate alcune piastrelle. All’azienda erano stati imposti anche lavori alle zanzariere e ai pavimenti, tinteggiatura delle pareti e rinnovo delle pale con cui si impacchettavano le patate. L’esecuzione delle opere previste si era protratta e così era stata emessa l’ordinanza, senza però mai sospendere l’attività, perché - d’accordo sindacati e azienda - bloccare tutto nel cuore dell’estate sarebbe stato un colpo mortale per il mercato.

La decisione di ieri, invece, è drastica. Nessuna deroga, blocco totale della produzione e chiusura dello stabilimento, che alle 18 di ieri sera ha terminato di sfornare patatine. Almeno fino a quando tutto non sarà a posto. I sindacati si dichiarano molto preoccupati: la cassa integrazione terminata da pochi giorni era legata al processo di ammodernamento imposto ad agosto. «Mancava solo la parte delle friggitrici - dicono i sindacalisti - il resto era stato completato».

La Pai appartiene al gruppo San Carlo, azienda che opera nel settore chips, snack, pani e dolci. Dallo stabilimento di Novara ogni giorno si producono 65 tonnellate di patatine, circa 55 mila l’anno. E ogni giorno escono 27 Tir diretti a supermercati e negozi di tutta Italia. Il mercato domestico assorbe circa il 95 per cento della produzione.
CRISTINA MENEGHINI, GIANFRANCO QUAGLIA
postato da loriscarletti alle ore febbraio 21, 2008 13:19 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: trash, qualità, patattine

martedì, 19 febbraio 2008

I danni del fast food

hamburger

Non è una novità che un certo "modo" di mangiare faccia male alla salute, scopro  l'acqua calda ma  un' ulteriore studio, molto recente, lo evidenzia ancora di più. Ecco l'articolo.

 (AGI)- New York - Uno studio realizzato su 18 uomini e donne svedesi, magri e in buona salute, ha dimostrato come il fast-food danneggi non solo il cuore, come gia' noto, ma anche il fegato delle persone. I soggetti hanno seguito una dieta basata sui cibi di note catene della ristorazione veloce: per quattro settimane hanno mangiato due volte al giorno nei fast-food e non hanno svolto attivita' fisica. Alla fine dell'esperimento, gli esami del sangue hanno mostrato segni di danni al fegato; in piu', le persone avevano messo su una media di 7 chili. I soggetti studiati ingerivano "una quantita' abnorme di calorie", dice Keith-Thomas Ayoob, professore dell'Albert Einstein College of Medicine di New York. Era gia' noto che una dieta cosi' ricca di grassi e calorie come quella dei fast-food metta a rischio il cuore, ma lo studio svedese ha per la prima volta dimostrato anche i danni al fegato. Il fegato infatti metabolizza i grassi, ma quando se ne mangiano in eccesso, il grasso si accumula nelle cellule del fegato, danneggiando l'organo.(AGI)

Via Agi.it

postato da loriscarletti alle ore febbraio 19, 2008 11:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: qualità, hamburger

Chi sono

Blogger: loriscarletti
Nome: . carloloriscarletti
Chi sono? Sono una "buona forchetta" che ama mangiare e bere bene. L'importante è che sia Buono , Pulito e Giusto. Già sentito vero? E qualcuno già storce il naso. loriscarletti@alice.it


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