
Da La Stampa una grande notizia: Mariah Carey a colazione si fa un bel piatto di carbonara. Questo l'articolo: Dopo un viaggio a Roma, la pop star pretende ogni mattina dal suo chef stringozzi in carbonara di carciofi, tartufo e uovo di quagliaNel Paese in cui si sorseggia il cappuccino dopo cena e gli spaghetti vengono conditi con il ketchup, non stupiscono più di tanto le stravaganze culinarie dei vip d’oltreoceano. L’ultima frontiera del gusto in salsa Hollywood? Rivisitare ricette italiane, adattandole ai propri, personalissimi (e costosissimi) palati.
La notizia è del periodico americano Metropolitan Post: un cospicuo numero di star ha abitudini alimentari piuttosto curiose, prima fra tutte Mariah Carey, attualmente in vetta alle classifiche di tutto il mondo con il suo ultimo disco, che va letteralmente pazza per la cucina italiana. Via libera ai piatti della tradizione ma rigorosamente fuori orario. Ma cosa combina di così strano tra i fornelli di casa la pop star statunitense? Ogni mattina a colazione la burrosa cantante pretende ...
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Dall'ufficio stampa della Cia

Per chi non lo sapesse il 2008 è l'anno internazionale della patata ( potato 2008.org ), questo a detta dell' Onu. Il logo sopra è stato creato dall'italiano Giancarlo de Pol. Ma è anche l'anno della rana ( Amphibianar ), ma anche l'anno delle barriere coralline ( Icri ), ma anche l'anno della feta, ma anche l'anno della sconfitta di Veltroni, ma anche..
La crisi si fa sentire anche negli Usa, soprattutto nei ristoranti, ed ecco allora una novità, per modo di dire: i proprietari del ristorante Grapevine Cafe' ( Bloomfield, stato di NY), John Caputo e Connie Derway , visto che ultimamente i loro tavoli erano spesso vuoti, hanno deciso di far pagare i clienti in base alla disponibilità economica ( di quest'ultimi). Esiste un prezzo per i vari pasti, cucinati con prodotti freschi trovati in offerta, ma i clienti possono lasciare sia qualche dollaro in meno, che qualche dollaro in più, ovviamente.

Nel video della CNN spiegano il tutto. Se venisse replicato in Italia mi sa che i dollari o meglio gli euro sarebbero sempre in... meno.
Dopo meritate e prolungate vacanze pasquali, riprendo con questa notizia trovata in giro per il web.
(AGI) - Verona, 1 apr - Situazione microclimatica ideale, piante sane, prezzi controllati: sono questi gli elementi che fanno del Cile un fondamentale punto di riferimento sul mercato dell'olio extravergine. Era il 1946 quando Jose' Canepa, immigrante ligure, piantava 86 ettari di olivo in una sua proprieta' a sud di Santiago. Solo 60 anni dopo, il comparto olivicolo cileno entra di diritto nel gotha della produzione mondiale. Per ora essenzialmente dal punto di vista qualitativo ma anche l'aspetto quantitativo sta conoscendo un periodo d'oro. "Il consumo mondiale e' in crescita - spiega Arturo Leiva, presidente esecutivo di ChileOliva - Proprio per questo nuove realta' come la nostra assumono una rilevanza fondamentale sullo scacchiere produttivo internazionale". In effetti i dati offerti dal COI (Consiglio Olivicolo Internazionale) parlano chiaro. L'ultima stagione in Europa ha visto una raccolta quantificata intorno ai 2 milioni di tonnellate, in linea con le precedenti annate; mentre la richiesta mondiale, nello stesso periodo, e' in crescita. E tutto questo mentre la FDA (Food and Drug Administration) consiglia agli Statunitensi di inserire l'olio extravergine di oliva nella propria dieta, lasciando intuire una nuova impennata nei consumi di questo prodotto.
Attualmente sono 12.000 gli ettari olivetati ma si sta lavorando per portarli a 100.000 gia' entro il 2030. "Basti pensare - ribadisce Leiva - che si e' passati da un export di 1 milione di dollari nel 2005 agli oltre 3 milioni del 2007. E per il 2008 le proiezioni parlano di una cifra intorno ai 7 milioni di dollari, che supereranno i 10 milioni entro il 2010.
In termini assoluti non e' tantissimo ma stiamo comunque parlando di un incremento pari al 70% annuo". Una crescita dovuta a una serie di elementi essenziali: le condizioni microclimatiche, piante sempre sane anche per la totale assenza della mosca olearia, coltivazione intensiva con un potenziale vicino ai 2500 litri per ettaro (5 volte piu' che in Europa). E inoltre un controllo dei costi straordinario (piantare un olivo costa in Cile 7 volte meno che in Europa) che permette agli extravergine cileni di essere competitivi su tutti i mercati.
Logico quindi che anche i maggiori Paesi produttori di olio abbiano puntato le loro attenzioni sul Cile. La Spagna ad esempio sta gia' acquistando terreni dove impiantare uliveti.
Ettari ed ettari di buona terra che, secondo le previsioni, dovrebbero regalare nei prossimi anni degli extravergine di altissima qualita' e dai prezzi contenuti. E con in piu' un ulteriore valore aggiunto, quello della controstagionalita'.
Rispetto a realta' come Italia, Spagna, Grecia e altri produttori del bacino mediterraneo, infatti, le olive cilene vengono raccolte e lavorate in aprile. Il che significa che gli extravergine andini raggiungono il loro top qualitativo proprio nel periodo in cui quelli mediterranei sono in fase calante. Di questo e altro si parlera' a Verona durante il Sol e la presenza di 5 produttori cileni al Sol di Verona e' volta proprio ad aprire dei contatti con l'Italia.(AGI)


MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio".
Oggi i sindacati confederali di categoria hanno proclamato lo sciopero per tutta la giornata e hanno attuato un presidio di solidarietà che ha visto la partecipazione oltre che dei lavoratori anche di clienti (400 persone, secondo gli organizzatori). Ma il motivo della protesta ha origine anche nel fatto che si tratta della stessa dipendente che aveva denunciato di essersi urinata addosso perché non le era stato data la possibilità di andare in bagno e nemmeno di potersi cambiare fino alla fine del turno.
E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".
Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone. Lei sviene e viene aiutata dal direttore ("all'inizio ho avuto la sensazione che credesse mi fossi fatta male da sola") che la accompagna in ospedale: per ora le sono stati dati 10 giorni (tecnicamente per infortunio visto che l'episodio si è verificato sul lavoro). La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: "Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché". E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice "di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io".
Graziella Carneri della Filcams-Cgil sottolinea che "ovviamente non si pensa che l'aggressione sia stata commissionata dall'azienda ma che c'è una forte responsabilità per il clima intimidatorio: molti dipendenti hanno paura di prendere parte all'attività sindacale". Tesi sostenuta anche da alcuni lavoratori. Il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati, sottolinea che "nel gruppo registriamo una violazione di alcuni diritti, e la situazione in Esselunga è paradigmatica del fatto che i diritti non sono acquisiti per sempre ma vanno rivendicati e presidiati". Cgil, Cisl e Uil daranno assistenza legale alla lavoratrice.
L'azienda ha replicato, in una nota: "Sono attualmente in corso delle indagini da parte delle forze dell'ordine di cui subito abbiamo richiesto l'intervento e alle quali stiamo fornendo la massima collaborazione. Auspichiamo che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile. Al momento riteniamo prematuro rilasciare altre dichiarazioni". Ma la vicenda non si chiude qui: martedì è previsto un nuovo presidio e alcuni sindacalisti chiedono ai clienti e ai milanesi di "inondare la direzione di proteste e richieste di informazione via e-mail".

Non è una novità che un certo "modo" di mangiare faccia male alla salute, scopro l'acqua calda ma un' ulteriore studio, molto recente, lo evidenzia ancora di più. Ecco l'articolo.
(AGI)- New York - Uno studio realizzato su 18 uomini e donne svedesi, magri e in buona salute, ha dimostrato come il fast-food danneggi non solo il cuore, come gia' noto, ma anche il fegato delle persone. I soggetti hanno seguito una dieta basata sui cibi di note catene della ristorazione veloce: per quattro settimane hanno mangiato due volte al giorno nei fast-food e non hanno svolto attivita' fisica. Alla fine dell'esperimento, gli esami del sangue hanno mostrato segni di danni al fegato; in piu', le persone avevano messo su una media di 7 chili. I soggetti studiati ingerivano "una quantita' abnorme di calorie", dice Keith-Thomas Ayoob, professore dell'Albert Einstein College of Medicine di New York. Era gia' noto che una dieta cosi' ricca di grassi e calorie come quella dei fast-food metta a rischio il cuore, ma lo studio svedese ha per la prima volta dimostrato anche i danni al fegato. Il fegato infatti metabolizza i grassi, ma quando se ne mangiano in eccesso, il grasso si accumula nelle cellule del fegato, danneggiando l'organo.(AGI)